ATTENZIONE: QUESTO NON È UN BORGO.
È UN PALCOSCENICO CHE HA SMESSO DI FARE FINTA DI ESSERE NORMALE.
Moon Festival è gratuito, queer-friendly, accessibile, sostenibile e pieno di umanità.
Che sembra una frase semplice, ma dentro ci sono anni di lavoro, persone che ci credono, materiali recuperati, riunioni improbabili, camminate, candele, allestimenti costruiti a mano e una certa ostinazione nel pensare che la cultura possa ancora essere un atto di cura.​​​​​​​
Una volta all’anno San Raffaele Cimena cambia funzione. Le strade diventano percorsi, i cortili diventano scene, i balconi osservano, i muri ricevono luce, ombre, suoni e strane responsabilità poetiche. Le piazze, che di solito fanno il loro onesto lavoro da piazze, iniziano a ospitare spettacoli, installazioni, musica, corpi in movimento e apparizioni artistiche difficili da archiviare sotto “normale amministrazione”.
NON SI ENTRA. SI ATTRAVERSA.
Il Moon Festival non è pensato per essere guardato da lontano, con le braccia conserte e l’espressione di chi sta valutando un preventivo. È un percorso diffuso, un piccolo ecosistema temporaneo in cui arte, natura e comunità si incontrano per creare qualcosa che non esisteva prima, e che dopo resta addosso in modi difficili da catalogare.
Qui si cammina, ci si perde, si segue una luce, si inciampa in una danza, ci si ferma davanti a un’installazione, si ascolta una musica arrivare da lontano e si riparte senza essere del tutto sicur* di stare andando nella direzione giusta. Nella vita succede spesso. Qui almeno è previsto dal programma.
MANUALE PROVVISORIO PER APPARIZIONI IMPROBABILI​​​​​​​
Il festival mescola arti performative, circo contemporaneo, teatro, danza, musica, marionette, teatro di figura, installazioni urbane, esperienze partecipative e tutto ciò che riesce a trasformare un luogo familiare in qualcosa di improvvisamente vivo.
Non cerchiamo solo spettacoli da mettere in fila. Cerchiamo linguaggi capaci di abitare il borgo, dialogare con chi lo attraversa, aprire immaginari e generare incontri. A volte fanno ridere. A volte fanno rallentare. A volte spostano qualcosa senza chiedere il permesso.
IL FESTIVAL COMINCIA PRIMA DI SAPERE COSA STA FACENDO
Il Moon Festival nasce molto prima dei giorni di apertura. Prende forma attraverso mesi di lavoro condiviso, co-progettazione, ascolto, formazione, errori utili e tentativi che a un certo punto, contro ogni previsione ragionevole, iniziano a somigliare a un festival.
Ci sono artisti, volontar*, abitanti, bambin*, nonne, tecnic*, giovani in residenza, persone che montano cose, persone che cercano cose, persone che dicono “secondo me era qui” davanti a un cavo scomparso nel nulla.
Ognun* mette qualcosa. 
E proprio lì, in quel gesto collettivo, il Moon comincia davvero.
PIÙ VERDE, PIÙ APERTO, PIÙ UMANO. POSSIBILMENTE TUTTO INSIEME.​​​​​​​
Per noi la sostenibilità non è una decorazione da mettere in fondo alla pagina per fare bella figura davanti all’algoritmo della coscienza. È un modo concreto di fare le cose: recuperare materiali, ridurre sprechi, progettare allestimenti riutilizzabili, costruire reti, immaginare modelli culturali più attenti alla dimensione sociale, ambientale e relazionale.
Il festival prova a lasciare dietro di sé meno rifiuti e più legami. Che, considerato il periodo storico, è già una forma abbastanza seria di resistenza.
NESSUN* DOVREBBE SENTIRSI FUORI POSTO IN UN LUOGO FATTO PER PERDERSI.
Moon Festival vuole essere uno spazio accogliente, accessibile e queer-friendly, attento alle differenze, alla parità di genere e alla qualità delle relazioni. Non perché sia una formula da scrivere bene. Ma perché la partecipazione comincia da lì: dal potersi sentire liber* di esserci.
Costruiamo un festival aperto a persone di età, background, corpi, competenze, desideri e modi diversi di attraversare il mondo. Un luogo dove la pluralità non sia un problema da gestire, ma una parte viva dell’esperienza.
ATTIDICURA​​​​​​​
Nel 2026 il Moon Festival attraversa ATTIDICURA: una domanda semplice, ma non comoda. Come ci prendiamo cura di noi, delle persone che incontriamo e del pianeta che ci ospita?
Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo in pochi giorni. Sarebbe bellissimo, certo. Anche leggermente impegnativo da mettere in scaletta. Proviamo però a creare uno spazio in cui rallentare il ritmo, ascoltare meglio, guardare meglio, stare meglio.
Un luogo in cui arte, natura e comunità possano incontrarsi senza chiedere il permesso alla normalità.
Per approfondire il tema dell’edizione 2026, leggi le Note di regia.
UN FESTIVAL PIÙ ACCESSIBILE, SENZA FARE FINTA CHE SIA SEMPLICE
Vogliamo che il Moon Festival sia uno spazio accogliente per più persone possibile. Per questo lavoriamo ogni anno su accessibilità, orientamento, ascolto e cura degli spazi: mappe più chiare, informazioni pratiche, percorsi segnalati, punti di accoglienza, aree di sosta, servizi accessibili e un’attenzione crescente ai diversi modi di vivere il festival.
San Raffaele Cimena è un borgo vero, con salite, discese, vicoli e quella tendenza abbastanza piemontese a non essere perfettamente piatto. Non possiamo cancellare la sua forma, ma possiamo raccontarla meglio, renderla più leggibile e aiutare ogni persona a capire come attraversarla nel modo più adatto.
Se hai esigenze specifiche di accessibilità, puoi segnalarle nel form di registrazione al festival. Ci aiuta ad accoglierti meglio e a organizzare gli spazi con più attenzione.
Per dubbi o necessità particolari puoi anche scriverci a info@associazionednart.it
SE NON RIESCI A IMMAGINARLO… VIENI A VIVERLO.
Spiegarlo troppo rischia di rovinarlo. Meglio arrivare, attraversarlo e accorgersi a un certo punto che forse il festival non era solo intorno a te. C’eri dentro.
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